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INTRODUZIONE

La decisione di lavorare a un dizionario di cifrematica è sorta fin dal momento in cui ho incominciato a leggere i libri di Armando Verdiglione. Ma, anche se ho compiuto ricerche per anni, ciò non è che una primissima raccolta di termini che si riferiscono alla logica e alla struttura della parola. È pure una curiosità intellettuale rispetto a una scienza nuova di cui, alla luce di molte acquisizioni attuali, si può trovare traccia, qua e là, nella storia.

Molti libri si scriveranno e molte ricerche verranno compiute intorno alla teoria di Armando Verdiglione. A trent’anni dall’inizio dell’esperienza, ritengo che questo dizionario, oltre alla bibliografia esistente, possa costituire un modo per incominciare a scrivere.

Armando Verdiglione ha scritto molti libri, articoli e saggi. Mi hanno incuriosito l’autenticità, la ricerca e la novità contenute nei suoi scritti. Il sospetto che, nonostante la logica aristotelica su cui si era fondato il discorso occidentale, trasparisse qualcosa di originario, ha permesso a Verdiglione di verificare i termini di un’altra logica — la logica della nominazione — e di porre le fondazioni di una scienza nuova e secondorinascimentale che, proprio in una equipe, si è precisata come cifrematica: termine coniato da Verdiglione nel 1988.

La logica matematica, la linguistica, la semiotica, ma anche la psicanalisi sono qui pretesto di elaborazione, nulla di queste scienze si trova però acquisito se non come elemento preciso e specifico della logica e della struttura della parola.

Gli scritti da me consultati per la compilazione di questo lavoro giungono fino al 1995 [nella versione aggiornata, fino al 2000].

Dal 1973 al 2000 ho cercato di cogliere gli elementi delle logiche e ho lavorato alla redazione di uno strumento utile a intenderne la portata teorica e scientifica. E ho ritenuto importanti anche il modo, la disposizione e la scrittura dei libri di Verdiglione. Insomma, la struttura linguistica. I libri di Verdiglione non sono certamente facili, ma ciascun termine, ciascun enunciato, ciascuna struttura sintattica, frastica e pragmatica si situano nella logica.

Non ho voluto compiere una ricerca semantica né interpretare né fare un commento dell’opera di Verdiglione. Ciò che c’è qui di particolare procede da una scelta non esclusiva di termini, di significanti, di aspetti della logica. Molte cose sono state omesse. Ho lavorato intorno a una costellazione di significanti che intervengono nelle cinque logiche finora proposte da Verdiglione: la logica delle relazioni, la logica dei punti, la logica delle funzioni, la logica delle operazioni e la logica delle dimensioni (logiche che costituiscono la nominazione). Ho riportato la loro stesura letterale a partire dai primi scritti. Per un dizionario vero e proprio questa modalità forse non è indicata ma a me interessava dare anche elementi del percorso culturale artistico, linguistico e storico di Armando Verdiglione. Alcuni significanti hanno avuto la chance di uscire dal discorso occidentale per reinventarsi, in ben altro modo e in ben altra accezione, nella logica di cui si tratta.

Di quale logica si tratta e quali sono gli aspetti originari della scrittura di Verdiglione. Ciò è quanto mi sono chiesta e da cui sono partita. E è quanto ho avvertito come irrimandabile e essenziale.

Le varie trasformazioni che nel pianeta avvengono non tengono conto del discorso come causa ma della logica. Cogliere e elaborare, scrivendo, ciascun elemento della trasformazione e della variazione non è certamente facile. Solo nell’esperienza di parola, nell’esperienza quindi originaria, possono avanzarsi proposte e non ho dubbi rispetto alla posizione che Verdiglione occupa oggi e che occuperà in seguito internazionalmente.

Questo dizionario non sostituisce affatto i libri di Verdiglione. È un’indicazione. I brani tratti dai libri sono incompleti, ma ci sono riferimenti precisi che rimandano a quel capitolo, a quella pagina, a quell’opera. Dalla Dissidenza freudiana al Niccolò Machiavelli, la scrittura non è mai la stessa. Dalla teorematica all’assiomatica, dall’enunciato all’aforisma, dal racconto al romanzo. Ciascun libro nuovo vale da integrazione e nulla toglie ai primi scritti.

Può notarsi una differenza da ciò che ho tratto dai libri e ciò che invece ho tratto dalle trascrizioni delle conferenze e dei dibattiti. La maggior parte delle conferenze, delle equipe e dei corsi non sono stati rivisti dall’Autore, e forse nella trascrizione sarà sfuggita qualche precisazione teorica, molti elementi però sono stati ripresi da Verdiglione nei suoi libri e è possibile quindi una verifica immediata.

Fabiola Giancotti

Milano, settembre 1995 (aprile 2001)

 

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